Obiettivi, Valori e Ideali per un Turismo Migliore in Italia

Obiettivi e Valori di Tourism4Italy

 L'intento di questa lista di obiettivi e valori strategici è migliorare il settore turistico italiano. Il motivo per cui li pubblico e ...

venerdì 18 settembre 2020

Lavoro - Quante sono le persone che lavorano nel turismo in Italia?

 In base ai dati presentati da UNTWO (World Tourism Organization) 1 lavoratore su 10 al mondo è impiegato nel turismo? (Vedi : Turismo settore trainante economia mondiale e italiana)

In Italia in base alle (attuali stime)  il settore turistico è il 13%, quanti sono pertanto i lavoratori che lavorano nel turismo in Italia? 

Ho ricercato questo dato, ma è molto difficile da identificare con precisione.

In primo luogo per capirlo è importante definire la popolazione italiana.



In base a questa analisi i lavoratori in Italia dovrebbero essere 23mln e pertanto in Italia lavora solo il 38% della popolazione. In base sempre a questa analisi i lavoratori in ambito turistico dovrebbero essere 1.451.000 + (i trasporti rappresentano il 70%) 700.000 = 2.151.000.

C’è però qualcosa che non quadra.  Togliendo per logiche di  PIL da questi 23 milioni + 3.000.000 di lavoratori impiegati nel settore pubblico, rimangono 20 milioni di lavoratori. 

Usando invece la proporzione del UNTWO i lavoratori calcolati sulla base del 13% del PIL dovrebbero essere 2.600.000 lavoratori. In base però a questa analisi i lavoratori nel turismo sono +500k rispetto a quanto conteggiato dai dati ISTAT che in ogni caso non conteggiano le molte professionalità turistiche che non sono associate ad attività di hotel, ristorazione e trasporti. 

Il turismo è però caratterizzato per propria natura, stagionalità e posizionamento da molti lavoratori stagionali, molti lavoratori part time ed è generalmente una professionalità molto sottopagata rispetto agli altri lavori del settore servizi che a quanto pare rappresentano il 70% del nostro PIL.  

Possibile che in realtà si possa parlare di una percentuale più alta e pertanto ipotizziamo che si tratti del 15% degli effettivi 20mln di lavoratori conteggiati. Il numero di questi lavoratori diventerebbe quindi 3.000.0000!


In Italia c’è molto sommerso. Quello del lavoro sommerso è un dato di fatto valorizzato anche da ISTAT nel ordine di + 3.200.000 persone. 

Possibile che negli alberghi o nei ristoranti a gestione famigliare ci siano dei lavoratori sommersi? Possibile che nelle agenzie di viaggi o nei vari servizi di intermediazione ci siano dei lavoratori sommersi? 

Lavoro in questo settore da più di 30 anni; analizzo per questioni commerciali e finanziarie molti bilanci turistici e tal proposito posso portare solo la mia testimonianza. Sono moltissimi i lavoratori sommersi, molti di più rispetto ad altri settori a mia opinione ... ragioniamo però solo nel ordine del 15% (precedentemente valutato) e pertanto ipotizziamo che in Italia ci siano 480k lavoratori in nero che lavorano nel settore turistico. I 3.000.000 diventano a questo punto 3.480.000. 

In Italia ci sono molte località turistiche. Molte località dove i visitatori in un anno sono talmente tanti che impattano in maniera veramente rilevante sulle loro economie locali. Città, paesi e aree dove i turisti arrivano a far incrementare del 15%/25%/30% mediamente la popolazione; in Italia ci sono località balneari o montane dove gli arrivi turistici arrivano a far aumentare la persone del 50%/70% o addirittura piccole località, deserte durante l’inverno o durante le mezze stagioni, che durante la bassa stagione vedono crescere la persone in loco in maniera talmente esponenziale che molte attività commerciali sono strutturate limitatamente solo per picchi stagionali. 

Quanto del ciclo economico di queste località è legato al turismo? Quante sono pertanto le persone che lavorano nel turismo?

Analizziamo a titolo d’esempio la città di Firenze.  A Firenze ci sono 382.258 residenti.


I flussi turistici sono di circa +3.600.000 persone ogni anno e +9.430.000 le presenze giornaliere. Ogni persona si ferma quindi una media di 3 giorni. Quanto impattano tutte queste persone sul economia locale.   

 

 In base a questo dato quanto spende mediamente ogni visitatore a Firenze in servizi propriamente turistici è circa il 60% (Alloggio, trasporto, ristoranti e Musei) … il 40% restante (artigianato, enogastronomia, alimentari, intrattenimento, servizi vari, vestiario e accessori è considerato parte del 13% PIL associato al turismo o ricade per praticità statistiche in altri settori? 

Tutte queste attività e i loro dipendenti che godono di questo 40% generato dai visitatori di Firenze lavorano nel settore turistico?


So che tutto ciò è molto discutibile in termini statistici, diciamo pure che questa analisi non ha valore statistico, infatti tutto ciò è funzionale solo alla domanda! 

Quanti sono quindi i lavoratori del settore turistico? In questa domanda se ne nascondono in realtà molte altre! Quanto rappresenta  il settore turistico del PIL? Quanto sommerso c'è in realtà nel  settore turistico? Perché c'è questo sommerso, è solo per questioni fiscali o anche per questioni burocratiche? Quante persone sono e saranno penalizzate in realtà da questa crisi? Quanta Italia vive in realtà di Turismo?    



giovedì 17 settembre 2020

Turismo mondiale e Turismo in Italia a confronto

Abbiamo visto in un'altra ricerca che il turismo è stato negli ultimi 60 anni uno dei settori trainanti dell’economia mondiale.  Siamo abituati a pensare che il Turismo del nostro paese vada bene. E’ vero che è stato negli anni in costante crescita, ma esprime realmente tutto il suo potenziale economico? Sono migliorabili queste performance? Perché il turismo mondiale cresce di più ed ha performance migliori?

Questa è la classifica mondiale delle destinazioni paesi più visitati. Siamo al 5° posto stabili dal 2010, prima eravamo al 4° posto tra le destinazioni mondiali.  


 

  • Perché gli altri paesi sono cresciuti di più in questi anni?
  • Perché la Francia così simile a noi è stabile da più di 25 anni al primo posto?
  • Perché la Spagna anche lei assimilabile al Italia è passata dal 3° al 2° posto?
  • Perché l’Italia invece è passata al 5° posto?  



Siamo abituati a pensare che il Turismo del nostro paese vada bene. E’ vero che è stato negli anni in costante crescita, ma esprime realmente tutto il suo potenziale economico? Sono migliorabili queste performance?


Perché confrontando le curve del turismo mondiale e le presenze alberghiere in Italia degli ultimi 20 anni notiamo un andamento molto più discontinuo nel turismo nostrano.  
E’ una questione di potenziale o saturazione? Non credo proprio che il BEL PAESE abbia meno potenziale turistico di Francia o Spagna!

Queste tre curve (fotografate con il mio telefonino, di cui mi scuso per la scarsa qualità delle immagini) dicono moltissimo. Tutte e tre riferite al periodo 1998 – 2014, queste tre curve mostrano andamento lineare del turismo mondiale (A), l’andamento praticamente identico (a quello mondiale) del turismo nella città di Roma (B), l’andamento molto discontinuo del turismo in Italia (C). 

Splendida rilevazione che la città di Roma cresca costantemente turisticamente, ma soprattutto in quanto riscontriamo che la sua curva di crescita segue in sostanza il medesimo e identico andamento della curva del andamento turistico di tutto il mondo. Splendida notizia in quanto questa curva conferma Roma come una meta / destinazione dal brand internazionale e in quanto tale non soggetta a certi fattori esterni. 

La terza curva conferma purtroppo invece che il turismo italiano è cresciuto ancora in questi ultimi anni, ma continua ad avere un andamento discontinuo e non omogeneo rispetto al turismo mondiale.

Al interno delle dinamiche di lungo periodo della domanda alberghiera, tendenzialmente crescenti dai primi anni ’50 ad oggi, emergono due periodi di eccellenti performance: il primo, tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni ‘70, coincidente con gli anni del “miracolo economico” del Paese e il secondo, a metà degli anni ’90, durante i quali la forte svalutazione della lira rese più competitiva l’Italia, favorendola rispetto a destinazioni turistiche concorrenti. Focalizzando l’attenzione sugli anni successivi al 2000 dopo una fase di stallo attraversata dal comparto nel biennio 2002-2003, determinata da una molteplicità di fattori geo-politici ed economici che hanno inciso negativamente sia sulla domanda proveniente dal estero che su quella di origine interna, i flussi turistici alberghieri hanno conosciuto un periodo di crescita sostenuta e ininterrotta fino al 2007, grazie soprattutto alle eccellenti performance della componente estera. Gli anni seguenti, caratterizzati da due periodi di forte crisi dell’economia italiana e internazionale, hanno visto i flussi turistici alberghieri contrarsi nel biennio 2008-2009 a seguito della prima delle due ondate recessive, recuperare nei due anni successivi e calare nuovamente nel biennio 2012-2013 per effetto del secondo periodo di crisi economica che ha colpito in Italia più duramente che altrove, generando una forte caduta del mercato domestico non compensata dalla crescita di quello estero. Il trend negativo si è interrotto nel 2014 e nel biennio seguente, in seguito al inversione di tendenza del ciclo economico italiano e ad alcuni eventi eccezionali a livello nazionale (Expo di Milano nel 2015) e internazionale (attentati terroristici in Europa e Nord-Africa), il comparto alberghiero è tornato a crescere in maniera generalizzata. Le dinamiche positive del biennio 2015-2016 si sono consolidate nel corso del 2017, durante il quale i flussi turistici alberghieri sono aumentati in maniera più che soddisfacente, facendo registrare un incremento del 3,9% degli arrivi e del 2,8% delle presenze.

I motivi di tutto ciò sono moltissimi. Nessuna polemica, nessuna critica, nessun banale elenco di tutte le problematiche; a parte il fatto che elencarli e quindi analizzarli rappresenterebbe un’analisi storica economica che ripercorra gli ultimi 70 anni del nostro settore, i miei intenti sono assolutamente costruttivi.

In altre parole che cosa possiamo migliorare per performare di più, il turismo – passata questa crisi – ripartirà in Italia e nel mondo! Che cosa è opportuno fare per farlo ripartire più forte di prima?

I principi, obiettivi, valori e leve strategiche di Tourismo4Italy possono supportare questo processo? Ci sono altri fattori che possono effettivamente permettere al Turismo Italiano di ripartire prima e in maniera più strutturata di quello pre-covid? 

Questo è il FOCUS  di Tourism4Italy !




Armando Muccifora - Aviazione Civile ed Emergenza COVID 19

Era fine luglio - inizio agosto, quando mi sono confrontato con uno dei più competenti manager dell'aviazione civile in Italia. Armando Muccifora è il sales manager Italia, South East Europe & Mediterranean di THAI AIRWAYS (Partner Volonline), ma è anche membro (presidente) della I.A.T.A. in Italia ed esperto di DATI, statistiche e numeri dell'aviazione civile.

Armando Muccifora - Aviazione Civile ed Emergenza COVID 19 (1° parte)

Armando in questa testimonianza analizza insieme a Volonline i molti dati, curve e statistiche che dovrebbero far luce sul futuro dell'aviazione civile, il settore e la filiera turistica ....
Il confronto tocca argomenti come lungo raggio, business travel, low cost, industria, disoccupazione, trend del turismo nell'era COVID-19 ... e se da un lato Armando illustra le evidenti difficoltà di questo momento, allo stesso tempo tenta (umilmente) di indicare quali potrebbero essere gli scenari futuri non solo dell'aviazione civile, ma anche del nostro settore ....


Armando Muccifora - Aviazione Civile ed Emergenza COVID 19 (2° parte)

La seconda parte di questa intervista è più informale! Business Travel .... il tecnologia, ruolo del trade e alcuni scenari possibili del futuro dell'aviazione civile e del settore turistico sono tra gli argomenti trattati in questo confronto.



mercoledì 16 settembre 2020

Analisi Crisi Covid-19 e Turismo ad Agosto 2020

 La situazione a fine agosto è molto complessa. In termini generali la principale difficoltà di un’analisi credibile è determinata dal incertezza derivante dal fatto che il Covid-19 non si è e non si sta sviluppando in maniera omogenea e pertanto che se da un lato è oggi praticamente ovunque, il fatto  che si sia manifestato nei diversi paesi in maniera completamente disomogenea e non coordinata da una linee comuni, rende soluzioni e previsioni ancora più difficili da intavolare, soprattutto per un settore come il nostro in cui le logiche trans-frotaliere legate al viaggio sono invece imprescindibili.



Il vaccino e la sua diffusione è identificata da molti come la soluzione che dovrebbe farci uscire da questa situazione. La cruda realtà è che a parte i numerosi annunci da parte di diversi leader mondiali per cui il vaccino sarà pronto prima della fine del 2020, gli esperti prevedono che difficilmente si potrà avere un vaccino sicuro prima del 2021, ma soprattutto che la produzione e distribuzione di detto vaccino in maniera da risolvere il problema non potrà avvenire prima dei prossimi 12 – 18 mesi.



Lo sviluppo disomogeneo del Covid-19, le diverse policy applicate nei diversi paesi, i tempi necessari per la distribuzione del vaccino e lo stato d’incertezza derivante sono infatti premesse di un prolungarsi della crisi del settore. In questi scenari presentati a fine luglio da McKinsey è evidente che in questo momento è molto difficile fare previsioni sul ritorno alla normalità dell’economia. Nel settore turistico la pianificazione ha un ruolo importantissimo e in questa situazione è praticamente impossibile fare pianificazioni. Molti ritengono che sia più opportuno congelare tutte le attività, agire in altro modo è azzardo! 


Tutto ciò sta determinando una crisi economica mondiale, ma in particolare l’andata in tilt del sistema turistico internazionale. In numeri UNWTO ha confermato che se detta crisi dovesse interrompersi a fine dicembre il crollo rappresentato in questo settore sarà del -78% a livello internazionale. Ad oggi la maggior parte degli addetti al settore identificano marzo 2021 come il momento di ripresa effettiva dei viaggi internazionali, molti ritengono invece che non si tornerà alla normalità prima del 2023. 


 Se a livello economico mondiale è a mia opinione prevedibile ed auspicabile una curva a “U”, altresì per effetto delle suddette caratteristiche della crisi che stiamo vivendo, il turismo tornerà alla normalità in tempi molto più lunghi.  Mckinsey per il settore turistico prevede un ritorno alla completa normalità (crescita rispetto a pre-covid) per il 2025 e se da un lato per i trasporti i primi segnali li dovremo già avere a partire dal 2021, per accomodation e food services dovremo invece attendere il 2023 e 2024. In sostanza un sistema è andato in completo TILT e la situazione è drammatica.  


Il turismo è un settore che ha da sempre le seguenti caratteristiche finanziarie. Una crescita costante e abbastanza omogenea. Un giro d’affari e pertanto un potenziale cash flow enorme. Margini e ricavi molto ridotti. Tutto ciò ha determinato uno sviluppo negli ultimi due secoli esponenziale, un rapporto molto forte con le banche, che oggi invece gli hanno sostanzialmente girato le spalle e riserve finanziarie da parte delle aziende molto ridotte.

In altre parole il turismo non era e non è strutturato in maniera tale da sostenere una crisi del genere. Le compagnie aeree, rimaste a terra per diversi mesi e da mesi con programmazione ridotta, pre-covid avevano un utile medio di € 6 per seggiolino. Le OTAs (online travel agency) e i tour operators avevano un margine contributivo medio del 1% sul giro d'affari. E’ evidente che tutte queste aziende non sono in grado di sostenere una crisi così prolungata. Nessuna delle aziende del settore è di fatto in grado di sostenerla.  

Per questo motivo gli stati si stanno muovendo per sostenere a livello mondiale i comparti più strategici di questo settore con supporti economici senza precedenti e non prevedibili/compatibili fino a qualche mese fa ad esempio con le regole della comunità europea. 


In Italia, dato il supporto che sta dando lo stato alla filiera in termini di cassa integrazione, credito garantito e potenzialmente credito a fondo perduto non è possibile al momento licenziare, il problema si presenterà nel momento in cui questi supporti e pertanto questi divieti decadranno. A livello worldwide il settore turistico è al momento il più penalizzato in termini di licenziamenti, che cosa faranno quindi le aziende italiane alla luce di questo prolungarsi della crisi? Il tema è molto importante, in quanto le professionalità turistiche sono certamente ad alto valore di know how.



In altre parole dato che il valore delle aziende turistiche sono collegate direttamente al valore del know dei loro dipendenti che cosa succederà in un settore che perderà il suo know how e pertanto il suo valore intrinseco. Quanto impatterà sul economia e sulla domanda interna la potenziale perdita del posto di lavoro dei 3.500.000 – 4.000.000 persone che lavorano in maniera diretta o indiretta in questo settore?



Percorso redazione obiettivi e valori di Tourism4Italy

Sono arrivato a questa lista principalmente attraverso sei step personali. 

I primi due step (la prospettiva imprenditoriale e manageriale sono molto diverse) sono state determinate dal mio percorso professionale. Ho oggi 48 anni e la prima volta che ho lavorato in ambito turistico è più di 33 anni fa. 

Il primo step, 20 anni, è stato imprenditoriale in un'azienda di terza generazione (mio nonno ed entrambi i miei genitori hanno lavorato in questo settore). Ciò mi ha permesso di avere una visione più ampia dell’evoluzione e della storia di questo settore. Trattandosi di attività (Tour Operator e Catena Hotel) specializzati sull'Italia, ciò mi ha permesso di conoscere molto bene tutto il bellissimo territorio e attraverso la quotidiana attività di problem solving di toccare con mano anche molte delle sue criticità. 

Il secondo step, 13 anni, è stato manageriale. Dopo avere ceduto con successo le attività famigliari, ho lavorato con diversi ruoli manageriali (Sales, Marketing e IT) in diverse aziende (italiane ed estere) della filiera turistica (OTAs, Software House, Tour Operator, Network, Flight Consolidator, Agenzie di Viaggi e DMC). 

Il terzo step nasce dalla collaborazione in qualità di consulente turistico e key account con due fondazioni. La "Fondazione Italia Patria della Bellezza" patrocinata dalla Robilant Associati e il progetto "Trame d'Italia" patrocinato dalla Fondazione Accenture. La mission di queste fondazioni, ma soprattutto l’approccio da parte di un settore diverso rispetto a quello turistico, mi ha permesso di avere una visione esterna rispetto a quella tradizionale turistica ed in sostanza  di toccare con mano la volontà e la reale esigenza di un sistema integrato trasversalmente funzionale ad uno sviluppo sia del turismo, ma anche e soprattutto degli altri settori collegati +o- direttamente. 

Il quarto step è avvenuto durante il recente lockdown. Confrontandomi con alcuni amici che lavorano in altri settori, questi mi hanno confermato che fino a quando era fruibile, molti di loro non avevano capito quanto la loro attività e pertanto il loro settore fosse effettivamente collegata al turismo. Da questi spunti ho fatto diverse interviste video ad alcuni di loro, veicolandole nei miei canali social, che non solo hanno avuto un notevole successo (sono state viste da una media di 1500 – 2500 persone), ma mi hanno permesso di scoprire molte cose.



Il quinto step è avvenuto durante gli ultimi mesi quando sono entrato in contatto con questa organizzazione-piattaforma  http://tourism4sdgs.org/ sviluppata dal UNTWO. Ho analizzato il programma, gli obiettivi, i valori proposti ed è stata una rivelazione! Molti pensieri o meglio idee hanno preso ordine. In questo periodo ho preso contatti diverse volte con loro, ma purtroppo non ho al momento avuto riscontri.

Il sesto e ultimo step è avvenuto a settembre, tornato operativo si sono innescati diversi processi mentali o meglio ho trovato la connessione tra diversi fatti, esperienze e idee. Commissionata un'analisi della situazione in divenire e situazione di totale incertezza legata al COVID. Ho preso coscienza (in realtà sono molti mesi che sono cosciente di quanto sta avvenendo) e iniziato un processo di studio - ricerca consistente nella elaborazione – sviluppo – ampliamento (in sostanza raddoppiati quelli proposti da SDGS) dei valori / obiettivi! Ho customizzato e segmentato molti di questi al mercato Italiano e iniziato un amplia ricerca su tutti questi contenuti.

La parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità.” (John Fitzgerald Kennedy) …. L’opportunità in questo caso è quindi ristrutturare il turismo sulla base di obiettivi, valori e attività volti ad ottimizzarne i risultati in termini economici, deontologici e di sistema integrato con altri settori. Questo è l’oggetto di queste pagine, ma questo è il presupposto per cui vorrei l’appoggio di altre persone che superino i miei limiti in termini di know how, professionisti con cui confrontarsi, che neghino o ottimizzino le analisi in proposito e se coinvolti portino eventualmente questi valori e obiettivi a livello micro e macro in base alle loro possibilità e capacità.

Obiettivi e Valori di Tourism4Italy

 L'intento di questa lista di obiettivi e valori strategici è migliorare il settore turistico italiano. Il motivo per cui li pubblico e lo faccio in una piattaforma - blog è determinata da una volontà di condivisione di questi valori, ma è soprattutto finalizzata ad allungare e migliorare questa lista. 

In altre parole ampliare e aumentare il dibattito in proposito è l'obiettivo principale.  

Invito pertanto tutti a visitare questa piattaforma di confronto, iscriversi al gruppo Facebook,  commentare ed a mandarmi contenuti coerenti con gli obiettivi di questa piattaforma a luca.adami@la4business.com 



Valori e Obiettivi Economici :

o   Lavoro

o   Professionalità collegate

o   Digitalizzazione

o   Educazione – Formazione

o   Studio Lingue

o   Export

o   Valorizzazione Territorio

o   Infrastrutture Logistiche

o   Servizi Pubblici

o   Cultura e Beni Culturali

o   Costa e Mare Pulito

o   Parchi Naturali

o   Valorizzazione Immobiliare

o   Indotto Economico

o   Decentramento Economico

o   Diversificazione

o   Biodiversità

o   Agricoltura

o   Pesca

o   Allevamento

o   Artigianato

o   Folclore

o   Energie Sostenibili

o   Reddito Fiscale

o   Brand Italia


Valori e Obiettivi Deontologici :

    o   Qualità della Vita dei cittadini

    o   Parità di genere

    o   Onestà

    o   Felicità

    o   Orgoglio Nazionale

    o   Inclusività

    o   Pace

Tutti questi principi, obiettivi e valori sono più che condivisibili, la maggior parte, dopo una prima lettura  sono definibili come banali, scontati e aleatori, ma se integrati in maniera organica possono creare uno sviluppo strategico comune per rinnovare e sviluppare il settore turistico italiano. 

In altre parole l’obiettivo della ricerca fatta è pertanto iniziare a dimostrare il valore, la stretta relazione e l’apporto che tutti questi possono dare al settore turistico. 

  


Turismo - Settore Trainante Economia Italiana e Mondiale

 

Il turismo prima della crisi COVID-19 era il terzo settore mondiale in termini di entrate, rappresentava il 10% (il 13% in Italia) del PIL mondiale, il 30% delle esportazioni di servizi e 1 lavoratore su 10 (15-20% in Italia) operava in ambito turistico.


Il potenziale del turismo era quindi quello di un settore trainante non solo dell'economia mondiale, ma dell'intera economia Italiana. Il focus di questo BLOG è di diventare una piattaforma di confronto ed una tavola rotonda con tre FOCUS :
  • Dare valore al Turismo in quanto settore.
  • Ottimizzare il turismo tramite valori deontologici condivisibili ed apolitici.
  • Migliorare il turismo tramite obiettivi e strategie economiche condivisibili e apolitiche.   
Invito pertanto tutti i lettori a commentare, criticare, mandare contenuti e dare spunti allineati con questi tre focus.