Obiettivi, Valori e Ideali per un Turismo Migliore in Italia

Obiettivi e Valori di Tourism4Italy

 L'intento di questa lista di obiettivi e valori strategici è migliorare il settore turistico italiano. Il motivo per cui li pubblico e ...

mercoledì 16 settembre 2020

Analisi Crisi Covid-19 e Turismo ad Agosto 2020

 La situazione a fine agosto è molto complessa. In termini generali la principale difficoltà di un’analisi credibile è determinata dal incertezza derivante dal fatto che il Covid-19 non si è e non si sta sviluppando in maniera omogenea e pertanto che se da un lato è oggi praticamente ovunque, il fatto  che si sia manifestato nei diversi paesi in maniera completamente disomogenea e non coordinata da una linee comuni, rende soluzioni e previsioni ancora più difficili da intavolare, soprattutto per un settore come il nostro in cui le logiche trans-frotaliere legate al viaggio sono invece imprescindibili.



Il vaccino e la sua diffusione è identificata da molti come la soluzione che dovrebbe farci uscire da questa situazione. La cruda realtà è che a parte i numerosi annunci da parte di diversi leader mondiali per cui il vaccino sarà pronto prima della fine del 2020, gli esperti prevedono che difficilmente si potrà avere un vaccino sicuro prima del 2021, ma soprattutto che la produzione e distribuzione di detto vaccino in maniera da risolvere il problema non potrà avvenire prima dei prossimi 12 – 18 mesi.



Lo sviluppo disomogeneo del Covid-19, le diverse policy applicate nei diversi paesi, i tempi necessari per la distribuzione del vaccino e lo stato d’incertezza derivante sono infatti premesse di un prolungarsi della crisi del settore. In questi scenari presentati a fine luglio da McKinsey è evidente che in questo momento è molto difficile fare previsioni sul ritorno alla normalità dell’economia. Nel settore turistico la pianificazione ha un ruolo importantissimo e in questa situazione è praticamente impossibile fare pianificazioni. Molti ritengono che sia più opportuno congelare tutte le attività, agire in altro modo è azzardo! 


Tutto ciò sta determinando una crisi economica mondiale, ma in particolare l’andata in tilt del sistema turistico internazionale. In numeri UNWTO ha confermato che se detta crisi dovesse interrompersi a fine dicembre il crollo rappresentato in questo settore sarà del -78% a livello internazionale. Ad oggi la maggior parte degli addetti al settore identificano marzo 2021 come il momento di ripresa effettiva dei viaggi internazionali, molti ritengono invece che non si tornerà alla normalità prima del 2023. 


 Se a livello economico mondiale è a mia opinione prevedibile ed auspicabile una curva a “U”, altresì per effetto delle suddette caratteristiche della crisi che stiamo vivendo, il turismo tornerà alla normalità in tempi molto più lunghi.  Mckinsey per il settore turistico prevede un ritorno alla completa normalità (crescita rispetto a pre-covid) per il 2025 e se da un lato per i trasporti i primi segnali li dovremo già avere a partire dal 2021, per accomodation e food services dovremo invece attendere il 2023 e 2024. In sostanza un sistema è andato in completo TILT e la situazione è drammatica.  


Il turismo è un settore che ha da sempre le seguenti caratteristiche finanziarie. Una crescita costante e abbastanza omogenea. Un giro d’affari e pertanto un potenziale cash flow enorme. Margini e ricavi molto ridotti. Tutto ciò ha determinato uno sviluppo negli ultimi due secoli esponenziale, un rapporto molto forte con le banche, che oggi invece gli hanno sostanzialmente girato le spalle e riserve finanziarie da parte delle aziende molto ridotte.

In altre parole il turismo non era e non è strutturato in maniera tale da sostenere una crisi del genere. Le compagnie aeree, rimaste a terra per diversi mesi e da mesi con programmazione ridotta, pre-covid avevano un utile medio di € 6 per seggiolino. Le OTAs (online travel agency) e i tour operators avevano un margine contributivo medio del 1% sul giro d'affari. E’ evidente che tutte queste aziende non sono in grado di sostenere una crisi così prolungata. Nessuna delle aziende del settore è di fatto in grado di sostenerla.  

Per questo motivo gli stati si stanno muovendo per sostenere a livello mondiale i comparti più strategici di questo settore con supporti economici senza precedenti e non prevedibili/compatibili fino a qualche mese fa ad esempio con le regole della comunità europea. 


In Italia, dato il supporto che sta dando lo stato alla filiera in termini di cassa integrazione, credito garantito e potenzialmente credito a fondo perduto non è possibile al momento licenziare, il problema si presenterà nel momento in cui questi supporti e pertanto questi divieti decadranno. A livello worldwide il settore turistico è al momento il più penalizzato in termini di licenziamenti, che cosa faranno quindi le aziende italiane alla luce di questo prolungarsi della crisi? Il tema è molto importante, in quanto le professionalità turistiche sono certamente ad alto valore di know how.



In altre parole dato che il valore delle aziende turistiche sono collegate direttamente al valore del know dei loro dipendenti che cosa succederà in un settore che perderà il suo know how e pertanto il suo valore intrinseco. Quanto impatterà sul economia e sulla domanda interna la potenziale perdita del posto di lavoro dei 3.500.000 – 4.000.000 persone che lavorano in maniera diretta o indiretta in questo settore?



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