L'obiettivo della politica dovrebbe essere garantire e migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini!
In realtà esiste una stretta relazione tra qualità della vita dei cittadini e la qualità ricettiva di una destinazione turistica. Molti ritengono infatti che la chiave
di una buona policy turistica per qualunque destinazione o località sia migliorare in sostanza la qualità della vita delle persone che vivono in quella
data località! In altre parole ritengono che dovrebbe esserci identità tra migliorare la qualità della vita per i propri cittadini e la ricettività di una destinazione turistica. In parole povere migliore è la qualità della vita del cittadino, meglio il turista si troverà e sarà felice al momento della sua visita in questa
località. In altre parole dare priorità allo sviluppo di tutte le
infrastrutture che soddisfano sia la qualità della vita dei cittadini residenti
che dei turisti dovrebbe permettere di ottimizzare i risultati su entrambi i fronti e
pertanto sviluppare contestualmente sia la destinazione turistica che la
qualità della vita dei residenti.
Perché l'Italia ha oggettivamente una qualità della vita migliore della maggior parte dei paesi del mondo ed è addirittura sinonimo di qualità della vita in molte culture, ma allo stesso quando si tratta di turismo è identificata con tutta una serie di problematiche logistiche e carenze infrastrutturali apparentemente non superabili? Il motivo è che manca una visione integrata tra qualità della vita dei cittadini e la qualità ricettiva per i turisti.

In sostanza da un lato manca il riconoscimento che l'Italia è una destinazione turistica e per questo non esiste la partnership che dovrebbe esserci tra pubblico e privato per il raggiungimento di questi obiettivi.
Il concetto di qualità della vita e i suoi indicatori servono a misurare il benessere della popolazione nelle sue svariate dimensioni.
Il benessere, infatti, dipende sia da alcune condizioni di vita materiali che
dalla percezione individuale della qualità di vita. Gli indicatori di qualità
sono divisi generalmente in Fattori politici, Fattori economici (generali), Fattori
economici (abitazione), Fattori economici (ambiente urbano), Fattori sociali (generali),
Fattori Sociali (sicurezza), Fattori Sociali (Salute Pubblica), Fattori Sociali
(Istruzione Pubblica) e Fattori Geografici.
Gli indicatori di qualità della vita
sono in realtà non solo molto collegati, ma molti di questi sono assimilabili
se sviluppati anche in una logica turistica. Analizziamo tutti questi singoli
indicatori cercando di capire quanto effettivamente possano andare nella
medesima direzione.
I Fattori economici (ambiente urbano)
sono certamente quelli più strettamente connessi al Turismo. La qualità della
pianificazione urbanistica, tasso aree verdi, la frequenza e la diffusione del
trasporto pubblico, il tasso di inquinamento (aria, acustica, radioattività),
la qualità della pulizia, la qualità dell’acqua sono infatti tutte già di per
se non solo strategicamente importanti per una destinazione turistica, ma
imprescindibili per il suo futuro. Possiamo quindi serenamente affermare che sostanzialmente
si possa parlare di una completa identità di obiettivi.
I fattori geografici, le sue
caratteristiche sono in ogni caso parte integrante e la caratteristica distintiva della
destinazione turistica.
I fattori economici generali se non
rappresentano l’infrastruttura stessa della destinazione turistica come i suddetti indicatori sono in ogni caso
molto importanti. Il potere d’acquisto, il tasso di povertà, il tasso di sviluppo (ecc.)
determinando la domanda locale, condizionano profondamente l’offerta
commerciale delle attività commerciali locali. I giorni di ferie, le ore di
lavoro, il tasso di disoccupazione (ecc) invece determinano tutta l’infrastruttura in
termini di entertainment ( ristoranti, bar, locali, sale gioco ecc.).
Il turismo impatta moltissimo anche
sui fattori economici (abitazione), il turismo non solo valorizza gli immobili
delle località, ma nel caso delle seconde case ne determina e ne giustifica
sostanzialmente l’esistenza sia esso per uso personale o per affitti a breve
termine.
I fattori sociali (salute pubblica) che
racchiudono voci come il tasso di ospedalizzazione, accessibilità delle cure
mediche in questo momento (data la crisi Covid) posso considerarsi imprescindibili, ma sono da sempre considerati molto importanti da certe di nicchie di mercato
anche in tempi non sospetti. Le famiglie, donne incinte (a maggior ragione),
disabili, terza età, ipocondriaci prediligono infatti queste destinazioni meglio
strutturate.
I fattori sociali (sicurezza) sono
legati al successo della destinazione. Macro-criminalità, violenza e
micro-criminalità sono fattori che possono penalizzare moltissimo una
destinazione turistica. L’onesta nel turismo premia. I fattori sociali (Istruzione
pubblica) sono anche loro legati al turismo. La presenza di un certo livello di istruzione
o di librerie è già di per sé importante, ma lo studio di certe materie quali
lingue, alberghiere, turistiche, informatiche e artistiche (restauro) possono
fare la differenza in una destinazione turistica.
Per quanto concerne infine i fattori
politici, la stabilità politica e il potenziale terroristico, analizzando il nostro recente passato possono penalizzare profondamente le destinazioni turistiche.I paesi democratici, che rispettano i diritti umani e con libertà di stampa hanno di per sé una migliore BRAND AWARENESS. Analizzando però la storia recente degli Stati
Uniti, paese modello di democrazia, stabilità politica e libertà di stampa è interessante vedere quanto e come il turismo sia stato condizionato dal empatia
dei suoi ultimi presidenti.
Chi agisce su tutte queste variabili
che condizionano in maniera diretta tutti questi fattori chiave della qualità
della vita? Chi ha il potere di agire in maniera
trasversale su tutti questi fattori?La politica! Quanti politici esperti di turismo conoscete e che ricercando di migliorare la qualità della vita dei loro cittadini in Italia lo hanno fatto con questa visione e questa prospettiva?
Perché non c’è un ministro? Perché quando c’è stato un ministero
è sempre stato in sostanza una delega di un altro ministero e quindi in sostanza relegato all'ambito di quel ministero (beni culturali, agricoltura ecc.)? Non avrebbe più
senso che il turismo avesse una propria autonomia trasversale?
Alain Marie Juppé è un politico francese. E’ stato sindaco di Bordeaux dal 1995 al 2004 e dal 2006 al 2019. Dal 2011 al 2012 (per fortuna del turismo italiano per così poco) è stato invece il ministro degli affari esteri ed europei. Tutto il suo buon operato (quanti sindaci italiani conoscete che hanno tenuto la poltrona per 25 anni) è stato fatto con questa prospettiva e diciamo che la sua policy è oggi applicata in gran parte delle località turistiche francesi. Mi piace pensare che è anche per questo che la Francia è saldamente la prima destinazione mondiale da + di 25 anni. (Turismo mondiale e turismo in Italia a confronto).
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