Obiettivi, Valori e Ideali per un Turismo Migliore in Italia

Obiettivi e Valori di Tourism4Italy

 L'intento di questa lista di obiettivi e valori strategici è migliorare il settore turistico italiano. Il motivo per cui li pubblico e ...

sabato 26 dicembre 2020

Parità di genere nel Turismo

 L’importanza del ruolo della donna nel mondo del lavoro è un fatto riconosciuto. Numerosi sono invero gli studi che dimostrano come il ruolo femminile, sia in ambito lavorativo, sia in ambito economico, finanziario e sociale, abbia un impatto significativo sullo sviluppo e sulla crescita di un Paese. La sostanziale realtà è che la famiglia moderna per poter raggiungere oggi un certo livello di benessere debba avere entrambi i coniugi attivi lavoratori.

In Italia l’impianto normativo esistente sembra garantire una sostanziale parità giuridica per quanto riguarda le regole di accesso al lavoro unitamente alle regole di svolgimento dello stesso e il trend è muoversi in un’ottica di progressiva eliminazione delle discriminazioni fondate sul genere e di adozione di sempre maggiori tutele.  Malgrado tutte queste premesse le norme, da sole, come si evince dai questi dati Eurostat non sono tuttavia sufficienti a garantire una concreta ed effettiva situazione di pari opportunità e di pari trattamento.



Il primo bilancio, "ancora parziale", degli effetti del 'lockdown' primaverile sul mercato occupazionale conta, tra il secondo trimestre del 2019 e quello del 2020, 470.000 posti sfumati (-4,7%) per le donne. E, su 100 impieghi persi al tempo del Coronavirus (in tutto 841.000, secondo dati Istat), quelli femminili "sono il 55,9%", mentre il versante maschile "ha dato prova di maggior tenuta", registrando un decremento del 2,7%. A tirare le somme la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che ha realizzato un'indagine sulla condizione femminile in questa fase economica di grande difficoltà per il nostro Paese, sottolineando come a subire le penalizzazioni più forti siano state le addette inquadrate con contratti a termine (-327.000, con una discesa del 22,7%).

In primo luogo va evidenziato come, comunque, sulle spalle di circa 3 milioni di madri impiegate si sia assemblato un carico di stress "elevatissimo" perché, a scuole chiuse, hanno dovuto garantire la presenza al lavoro e, nel contempo, assistere la prole impegnata nella didattica a distanza.

  Occupate, in ogni caso, svantaggiate nel periodo di affanno generale, anche perché, argomentano i professionisti, prevalentemente in forze nei settori più funestati dall'emergenza Covid-19: sono stati in larga misura "i servizi, tradizionale bacino di impiego femminile, a pagare il costo più caro", come avvenuto nel "sistema turistico, ricettivo e ristorativo, dove le donne rappresentano la maggioranza dell’organico. 


Il turismo è infatti da sempre uno dei settori che vede più donne impiegate, ma  in Italia è uno dei pochi settori che  vede attive più donne che uomini, donne che spesso sono meritatamente in posizioni preminenti rispetto agli uomini. 


Da considerare infine che il comparto turistico in cui c'è una preponderante maggioranza di lavoratrici è quello dell'intermediazione (agenzie viaggio, tour operator e biglietteria) dove le donne rappresentano il 73% della forza lavoro.  Il comparto dell'intermediazione, in assoluto il più penalizzato tra i vari comparti turistici, è caratterizzato dalle competenze tecniche più specifiche e strategiche per la ripartenza della logistica turistica e della connettività post covid. 








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