Il mare è stato il principale fattore di traino per lo sviluppo del turismo di massa, in particolare nel nostro Paese e in Europa in generale. Oltre ottomila chilometri di coste, un patrimonio materiale e immateriale ineguagliabile, sembrerebbe un mix imbattibile come fattore di richiamo, ma in realtà non è così. Le destinazioni costiere fanno fatica a mantenere il ritmo nazionale di crescita dei flussi e, principalmente, quello degli stranieri stenta a mantenere le posizioni.
Il turismo balneare piace soprattutto agli italiani (61,8%) rispetto agli stranieri (38,2%), percentuali che si invertono, se confrontiamo i dati con quelli del turismo delle città d’arte : analizzando le presenze medie nelle città d’arte, si può vedere come queste si compongano per il 62,3% di stranieri e il 37,7% italiani. Altre regioni costiere europee hanno valori di internazionalità più alti: in Spagna, nelle Baleari, la percentuale media di stranieri che pernottano nelle strutture ricettive è dell’87%, alle Canarie dell’82%, sulle coste dell’ Andalusia è stata del 51%. In Grecia, nelle isole dello Ionio, il tasso di internazionalità è vicino all’84%. Più vicina alle nostre realtà il dato della Provenza dove gli stranieri sono il 42%.
Il turismo costiero e marittimo si basa sulla salute degli ecosistemi marini. La fortuna di una destinazione balneare è direttamente collegata con la pulizia, il mantenimento delle coste e la gestione delle sue spiagge. L’indotto turistico nel nostro paese è in altre parole una leva che mette in primo piano il mantenimento qualitativo delle nostre coste.
La
Bandiera Blu è una delle etichette ambientali internazionali più riconosciute,
creata appositamente per le spiagge e gli approdi turistici. È un indicatore di
performance ambientale (e di qualità nei servizi e nella sicurezza) per le
destinazioni turistiche costiere.


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