Che cosa è la polarizzazione sociale. Polarizzazione è
un termine della fisica che identifica un processo per il quale si vengono a
creare due polarità contrapposte, ovvero la concentrazione separata di due
forze di valore opposto in uno stesso corpo. Se estendiamo il termine alla
sociologia, polarizzazione identifica
la concentrazione di valori e idee opposti in seno alla società, dunque la
tendenza della popolazione a schierarsi per uno dei due poli.
Il territorio politico più fertile per i
fenomeni di polarizzazione sociale è il populismo, in quanto essendo basato
sotto molti aspetti sull’estremità degli schieramenti, favorisce ed alimenta la
polarizzazione delle società.
LA PIRAMIDE DEI BISOGNI DI A. MASLOW.
Nel 1954 lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale
dello sviluppo umano basato su una gerarchia di bisogni, disposti
a piramide, in base alla quale la soddisfazione dei bisogni più
elementari è condizione necessaria per fare emergere quelli di ordine
superiore.
La logica della piramide di Maslow è semplicistica,
ma perfetta per capire qual è il processo evolutivo dei bisogni personali. La
situazione attuale sta impattando sulla piramide dei nostri bisogni in maniera diversa,
ma facilmente schematizzabile in base a questa logica. Semplicisticamente chi
soddisfa i bisogni primari, può aspirare ai bisogni sociali (affetti e
autostima) e chi ha quelli sociali ai bisogni del sé. Le condizioni attuali impattano su ciascuno di
noi in maniera profondamente diversa, ma è evidente che chi non soddisfa i
bisogni primari in questo momento legittimamente difficilmente ha interesse a
investire sugli affetti con tutto ciò che ne consegue. L’accentuarsi di queste
problematiche evidentemente faranno crescere le priorità individuali e pertanto
la polarizzazione economica e sociale. Chi invece soddisfa i bisogni primari
continuerà ad aspirare ai bisogni sociali in sostanza diventando sempre più
intollerante per chi aspira solo ai valori primari.
In questo momento, sebbene certamente e
crescentemente penalizzati dalla riduzione del potere d’acquisto, abbiamo
settori che continuano ad andare bene, altri come il turismo, la ristorazione e
attività commerciali che sono più o meno in lockdown; lavoratori in nero e
partite ive che sono senza reddito, cassa integrati che non prendono i soldi da
mesi, statali e persone che per loro fortuna non hanno visto intaccare il
proprio reddito. La situazione è oltre che essere drammatica economicamente,
fatto che di per sé già destabilizza, crea forte disparità economica e concreta
polarizzazione di posizioni diverse.
In questo contesto stiamo vivendo anche
un altro fenomeno che secondo me contribuisce non poco a creare problemi. Stiamo
vivendo una profonda accelerazione nel processo di digitalizzazione. Tutto ciò
era già in atto, ma a causa delle limitate libertà di movimento, contatto
sociale e logistiche, tutti noi non solo stiamo diventando più digitali, ma,
riprendendo il modello di Maslow, stiamo andando a compensare gran parte dei
bisogni sociali con quanto avviene online. Tutto ciò per le logiche del mondo
online può anche essere vissuto come un placebo, ma può innescare fenomeni
molto pericolosi.
Il primo pericolo è che Online gli
individui generalmente tendono a concentrarsi su un numero limitato di fonti di
notizie, ciò determina una riduzione delle modifiche o evoluzione delle nostre
opinioni; semplicisticamente ognuno di noi tende a concentrarsi su un numero
limitato di testate giornalistiche. Ciò determina un’ulteriore radicalizzazione
delle posizioni.
Il secondo pericolo è invece una
questione di PNL (programmazione neuro linguistica). Una tecnica di
comunicazione volta a ottimizzare i propri risultati tramite le parole e alcune
tecniche di persuasione. Chiunque ne abbia una minima conoscenza sa bene che la
lusinga e il complimento fatto al momento giusto rende il tuo interlocutore più
debole e in sostanza più manipolabile. I social network, oggi in sostanza
gestiti da algoritmi e AI, sono fatti in modo di proporti i post e contenuti
per cui l’utente ha maggior propensione, in maniera da alimentare il tuo
interesse nei loro confronti, ma anche rendere l’utente più manipolabile. In
altre parole online e nei social in particolare più tu vedi contenuti in linea
con i tuoi pensieri e convinzioni (fatto molto semplice per loro in base all’utilizzo
dei cookie e algoritmi collegati) e più diventi manipolabile e quindi ricettivo
ai loro messaggi pubblicitari. In altre parole per effetto di tutto ciò i
social network tendono a formare comunità segregate e gli utenti tendono a concentrarsi
su narrazioni e visioni specifiche e quindi a riunirsi in determinati gruppi,
al fine di rafforzare la propria visione del mondo. Per questo nei social viene
registrata sempre più tensione e aggressività tra le persone. Non sono altro
che individui, normalmente tranquilli, che sentendo supportate le loro opinioni
dai loro gruppi di riferimento diventano inevitabilmente più aggressivi.
In tutto questo contesto di profonda
crisi, tensione politica populista quello che fino a pochi mesi era uno degli
strumenti per la gestione dei social network, sta diventando in questo momento
il focolaio di ulteriori problematiche di polarizzazione sociale che
sinceramente faccio fatica a capire in questo momento dove potrebbero portarci.









