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lunedì 15 marzo 2021

Un anno di pandemia! Sconfitta della politica e vittoria schiacciante per scienza, tecnologia e automazione!

 In realtà il 2020 ha dimostrato che l’umanità non è impotente di fronte alla pandemia, in quanto le pandemie non sono più forze naturali incontrollabili. La scienza ha vinto in quanto le ha trasformate in sfide gestibili. A fine 2019 i dottori hanno segnalato e lanciato l’allarme sulla nuova epidemia. I politici lo hanno sottovalutato! A gennaio 2020 gli scienziati non solo avevano isolato il virus, avevano sequenziato il genoma e avevano pubblicato le informazioni online. In meno di un anno sono stati prodotti in massa diversi vaccini efficaci. La Scienza Umana ha vinto.



In questo anno di pandemia è risultato evidente che ha vinto anche la tecnologia. In primo luogo la sorveglianza digitale ha reso molto più facile monitorare ed individuare i vettori della malattia, ha reso possibile una quarantena più selettiva e più efficace, ma soprattutto automazione e internet hanno reso praticabili soprattutto nei paesi ricchi i lockdown prolungati. Il lavoro agricolo e manifatturiero nel ultimo anno non si sono fermati in quanto è oggi praticata prevalentemente da macchine. La logistica è stata garantita da sistemi automatizzati di trasporto e l’ultimo miglio è stato garantito da un sistema di corrieri, fattorini e rider sul territorio, il tutto coordinato e reso possibile da internet. Nel 2020 l’economia mondiale non è andata in lockdown e in altre parole ha potuto continuare in quanto i prodotti industriali e agricoli erano fatti / gestiti da macchine ed il commercio globale ha continuato a funzionare perché coinvolgeva pochissimi essere umani. 

L’automazione e la digitalizzazione hanno avuto un impatto ancora maggiore sui servizi. Oggi molti di noi abitano due mondi, quello fisico e quello digitale / virtuale. Quando il coronavirus è circolato nel mondo fisico, la maggior parte delle persone hanno spostato gran parte della loro vita in quello virtuale e e-commerce / corrieri / fattorini / rider sono diventati per molti il filo rosso che ci ha mantenuti collegati con il mondo fisico. Nel 2020 aziende, scuole, chiese si sono spostati online e internet non solo ha retto il colpo, ma in sostanza ha vinto! Noi oggi sappiamo che anche un paese completamente bloccato con Internet va avanti!



L’anno del Covid ha però decretato la sconfitta della politica o meglio delle aspettative che abbiamo oggi nei confronti della politica. Non esiste un metodo scientifico per capire quali sono i valori più importanti, per decidere cosa fare, quando si deve decidere se imporre un lockdown, non basta capire quante persone si ammaleranno, quante persone cadranno in depressione, quanti studenti perderanno la scuola in presenza o persone perderanno il lavoro, quante persone entreranno in conflitto con i loro conviventi e tutto ciò che questo significherà per la nostra psiche e società. Chi decide che cosa conta di più? Questo è stato il compito dei politici più che degli scienziati. Sono loro che devono bilanciare tutte queste considerazioni sanitarie, economiche e sociali per elaborare una politica complessiva e per poterlo fare è diventata più legittima, più comune ed applicato il controllo di massa sia esso digitale o fisico che sia. Personalmente considero la conseguente perdita di libertà una prima sconfitta dei politici che invece dovrebbero tutelare la privacy e la libertà dei loro cittadini.

In secondo luogo è mancata una leadership, ma soprattutto ancora manca una cooperazione globale. La comunicazione ha permesso a tutti di vedere in tempo reale la diffusione del virus, è mancata completamente una linea globale. Gli scienziati per raggiungere il vaccino hanno condiviso i risultati. I politici non solo non sono riusciti a formare un’alleanza internazionale, accordarsi su un piano globale, hanno invece dato spazio ad accuse, manipolazione dei dati, fake news e guerre di propaganda! Non sono mancati momenti cooperazione, non è stato neanche tentato di mettere in comune le risorse disponibili volta a garantire un’equa distribuzione delle forniture.

I presidenti USA e Brasile hanno minimizzato il pericolo, si sono rifiutati di ascoltare gli esperti, non hanno fatto un piano di azione nazionale e hanno favorito la diffusione del contagio. Nel Regno Unito hanno dato priorità alle problematiche collegate alla Brexit. Israele malgrado fosse un paese insulare non ha imposto controlli e quarantene contenitive e oggi Usa, Israele e Uk a causa degli errori commessi sono in prima linea con vaccinazioni di massa.  Molti paesi insulari, ad es. Australia, Nuova Zelanda e Mauritius, hanno puntato a bloccare la diffusione del virus chiudendo confini e gli scambi, determinando effetti economici molto più consistenti. Molti paesi tra cui l’Italia hanno applicato lockdown generalizzati determinando una contrazione dei consumi senza precedenti. La sintesi è molto semplice, da un lato nessuna di queste scelte ha soddisfatto la base sociale degli stati di riferimento e il mondo si è sostanzialmente spaccato in doversi polarismi strategici su come affrontare la pandemia.

A questa situazione oggi tutti noi siamo messi di fronte a due fenomeni.



Il primo è che mentre gli scienziati creavano i vaccini, condividevano informazioni e arrivavano i risultati, la maggior parte dei governi, probabilmente troppo concentrati ad affrontare le problematiche quotidiane di tutta questa situazione, non stava pianificando logisticamente le vaccinazioni di massa. Solo ora ad esempio in Italia stiamo facendo accordi, individuando spazi e iniziando a in sostanza a pensare come realizzare quella che tutti sono convinti che possa essere l’unica soluzione per uscire da questa emergenza.   

Il secondo che oggi ennesima sconfitta della politica a favore della scienza, contrariamente a ogni logica globale, stiamo vivendo addirittura un nazionalismo vaccinale, come se questo potesse essere una sorta di vantaggio competitivo quando è scientificamente evidente che trattandosi di una pandemia, fino a che il virus continuerà a diffondersi, nessuno sarà al sicuro in quanto le varianti e nuove mutazioni del virus potrebbero rendere il vaccino completamente inefficace e quindi provocare una nuova ondata dei contagi.   

Bibliografica : Yuval Noah Harari